The Lazlo Reader #COLLI | sabato 19 marzo | 18.30

March 14th, 2016 by chiara

bookshop COLLI independent art gallery
presenta

magazine#stock 1
The Lazlo Reader presentation
+ display MacGuffin/Genda/Useful photography/Postdocument

sabato 19 Marzo 2016 ore 18.30



Sabato 19 marzo 2016 alle ore 18:30, presso il bookshop COLLI independent art gallery si inaugura lo scaffale “art magazine”, viene assortito il primo stock con una serie di riviste progetto che si confrontano con l’immagine contemporanea.


Con l’occasione viene presentato The Lazlo Reader numero 1:
ibrido tra rivista e libro che realizza ogni sua uscita intorno ad un tema specifico, raccogliendo contributi da diversi campi – arte, storia, entertainment, scienza, moda, politica, fotografia, illustrazione – e ponendoli in dialogo tra di loro. Il risultato è una rete di richiami e opposizioni, di percorsi e smarrimenti in cui i significati del tema si moltiplicano così come le immagini che lo rappresentano.





Un espositore riviste in forma di tavolo, con i numeri inoltre di MacGuffin, Genda, Useful photography e Postdocument, sarà il display su cui si organizza la discussione con interventi della redazione di The Lazlo Reader: Lazlo Moulton e noi di 3/3.


Second Chances – The Art of Remaking è il primo volume di The Lazlo Reader: in 288 pagine di interviste e approfondimenti, suggerimenti e ipotesi, storie, scenari, visioni, 40 collaboratori provenienti da tutto il mondo indagano le diverse declinazioni del tema del remaking: fra gli altri, le mutazioni delle religioni (Domingo Milella, Osamu Tetzuka) e la falsificazione dell’arte (Thomas Ruff, Beate Gutshow), la ri-pianificazione delle nostre città (Raumlabor and raumtaktik) e la rivoluzione delle nostre società (Saskia Sassen, Bifo, Nina Power); la re-invenzione della tradizione (Antonio Marras) e il modificare, ritoccare e per-sonalizzare (Manorbah, Rashad Becker); la cover ed il remix (Joachim Schmidt, Katja Stuke&Oliver Sieber), la copia (Bruce Conner) e la pirateria (Piracy Project).


Second Chances – The Art of Remaking from The Lazlo Reader on Vimeo.



Saturday March 19, 6.30 pm the bookshop COLLI independent art gallery launches the “art magazine” shelf, with a first stock of project magazines dealing with contemporary image.


On this occasion, a special attention will be devoted to the first issue of The Lazlo Reader: an hybrid between a magazine and a book dedicated to thematic enquiries. In each issue people from very different fields – architecture, politics, visual arts, social studies, science, photography – contribute on a chosen topic. Amateurs and pros, new faces and known voices, up-and-coming talents and well affirmed mae¬stros collaborate and confront, contend and conspire.




The Lazlo Reader editorial staff, Lazlo Moulton and us of 3/3, will talk about the magazine and not only around a table-shaped magazine display including also MacGuffin, Genda, Useful photography e Postdocument magazines.


Second Chances – the Art of Remaking is the first issue of The Lazlo Reader, 288 pages of a multidisciplinary investigation into the strategies of copying, remixing and modding: among the others, the mutations of religions (Domingo Milella, Osamu Tetzuka) and the falsification of the arts (Thomas Ruff, Beate Gutshow); the re-planning of our cities (Raumlabor and raumtaktik) and the revolution of our societies (Saskia Sassen, Bifo, Nina Power), the rein¬vention of tradition (Antonio Marras); modding and tuning, customizations (Massimo Baldwin, Rashad Becker); covering and the remixing (Joachim Schmidt, Katja Stuke&Oliver Sieber), duplicating (Bruce Conner), and pi¬racy (Piracy Project).




COLLI independent art gallery
via di Monserrato, 40
Roma


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LS 23 / JAPAN

March 10th, 2016 by fiore

LS.23 Photographers: Yuji Hamada – Takashi Homma – Rinko Kawauchi – Asako Narahashi – Toshio Shibata – Naoya Hatakeyama – Yamamoto Masao – Yumiko Utsu – Takuma Nakahira – Ishiuchi Miyako – Kiyoji Otsuji – Takashi Hamaguchi – Masahisa Fukase – Keizo Kitajima – Taiji Matsue – Kazuo Kitai – Hiroshi Takizawa – Hiroko Komatsu – Takaaki Akaishi – Koyama Taisukee – Go Itami – Daisuke Yokota – Munemasa Takahashi – Arata Dodo – Lieko Shiga – Kazuto Ishikawa – Azuma Makoto/Shunsuke Shiinoki – Naohiro Utagawa – Mizutani Yoshinori – Takashi Kawashima – Hideyuki Ishibashi – Shunsuke Kano – Tamami Iinuma – Yoshikatsu Fujii – Hisaji Hara

LS.23 Writers: Haiku composition – Akira Kurosawa – Rinko Kawauchi – Jun’ichirō Tanizaki – Roland Barthes – Italo Calvino

What we introduce here is an emotional mapping, like a stone thrown into the water, revealing a small part of the seabed and creating a wave that spreads in concentric circles: from authors projects based on a delicate balance between expression’s autonomy and complex relationship with Western photography, we pushed our research further searching for their roots with authors that expressed themselves in an extremely lively period, that begins after World War II, and who are also presented here with more recent works…….

Landscape Stories 23, the fourth edition of the Out There serie, guest curators 3/3

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www.landscapestories.net

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EQUIVALENZE, Federico Grandicelli, Honos Art

February 27th, 2016 by fiore

EQUIVALENZE
Federico Grandicelli
a cura di 3/3

opening sabato 5 marzo, 18:30

Quando mi dedico a un nuovo processo o a un nuovo materiale, mi confronto con una gamma di limiti ogni volta differente: spesso il lavoro sta tutto nel forzare i materiali fino all’estremo delle loro possibilità. Credo che le cose interessanti comincino ad accadere, a partire da una vera e propria relazione fisica fra le immagini, quando si oltrepassano le limitazioni della carta fotografica e si inizia ad avere  un rapporto fisico con il materiale.

Federico Grandicelli

EQUIVALENZE

Nel lavoro di Federico Grandicelli ogni opera è elemento di un processo, insieme tappa e traccia di un percorso di ricerca sul ruolo e la natura del mezzo.

Nella serie esposta il medium fotografico si muove entro e oltre i suoi limiti, facendosi scultura e totem, studio e corrispondenza biunivoca, tracce visive di un atto sperimentale in cui la trasparenza della fotografia, il presunto rapporto diretto tra realtà e rappresentazione, viene al contempo dimostrato e negato, attraversato e dispiegato.

Le opere in mostra oscillano tra senso letterale e metaforico, in una tensione continua tra formalismo e azione, sfuggono la stabilità dell’astrazione, per riportarci di forza nel vivo dello svolgimento materiale del processo.

Lo spazio della galleria si trasforma in un campo d’azione dove viene messa in scena una mutazione, secondo una dinamica di equivalenze prive di un termine preciso, dotate di una loro peculiare circolarità.

Come in un mondo alchemico, fatto di trasformazioni e mutue relazioni, la trasmutazione degli elementi si fa esercizio di conoscenza, che si alimenta qui di un moto controcorrente partendo da un dato visivo, dall’impatto etereo e al tempo stesso monolitico, i totem.

Questi primi elementi, gli unici che sembrano animati di luce propria, e dal colore, spingono uno sguardo più indagatore a interrogarsi sul rapporto fra realtà generante e immagine generata e sulla possibilità di un rapporto stabile, non soggetto alle mutazioni del caso, qui espresso dalle equivalenze: diadi d’immagini costituite da polaroid in bianco e nero che riproducono le sculture di carta fotografica impressionate da Grandicelli e dalla stessa carta che, dispiegata in un secondo momento, sembra presentarsi come pura figura astratta.

Queste soluzioni formali finiscono però per trovarsi giocate da un gesto ludico, capace di rendere le cose vive e insieme opache, inafferrabili da qualsiasi formalismo.

Secondo un processo inverso a quello che porta alla ricerca della sostanza eterea della pietra filosofale, il fluire verso una crescita interiore avviene qui attraverso una precipitazione, una caduta, dal moto analogo a quello di una sostanza solida che si separa dalla sua soluzione, rivelandosi nella sua forma più visibile, che si fa presente anche all’interno di una presunta trasparenza.

L’ideale relazione biunivoca, quella stessa che in teoria renderebbe perfettamente sovrapponibile idea e oggetto, parola e pensiero, immagine e dato reale, significante e significato, viene messa sotto scacco da un atto spontaneo, piegare la carta fotosensibile e darle la forma infantile di un aeroplano.

Si innesca così un meccanismo di pensiero che si fa oggetto, precipita in un movimento di forme tridimensionali, gli studi dinamici, che si dispiegano infine negli studi: visioni formali, effetti non del tutto intenzionali di un fare pratico, che, grazie a quel margine d’ incalcolabile, si trasformano in materia viva.

Mentre nella storia giapponese, gli origami, letteralmente carte piegate, seguono uno schema di pieghe per rievocare forme reali, l’intervento di Federico Grandicelli ci riporta a una circolarità a spirale, a Le mani che disegnano di Escher, l’atto di piegare e dispiegare il fotogramma fotografato insegue e dispiega attraverso la luce, l’atto stesso del piegare e del fotografare, scrivere con la luce.

E se vogliamo riferirci al linguaggio, questa volta direttamente alle parole, ci rendiamo conto di quanto è profondo a livello semantico il rapporto tra piega e conoscenza.

La nostra lingua è piena di pieghe tra le parole. Si spiegano e dispiegano concetti, ma anche le ali e le vele. Complicare richiama a un eccesso di pieghe. Semplificando riduciamo le pieghe a una. La piega nasconde un lato oscuro, dove non arriva la luce, mentre rimanda a connessioni, relazioni, intrecci, stretti intorno alla sua origine nel verbo greco plékô tessere, intrecciare.

Nel passaggio dal foglio allo spazio, dal disegno alla scultura; tra le pieghe del disegno, tra linee e strutture, così come nell’andamento dei passaggi, nelle modulazioni dei grigi, e nell’eccitazione visiva creata tra l’insistita profondità del nero e le alte luci; l’accumularsi di pieghe sul foglio, il loro sovrapporsi in un flusso di composizioni, origina trame di rapporti matematici e melodie, intersezioni di ritmi, toni e volumi.

Nel buio della camera oscura, che è qui laboratorio e studio, luogo dell’azione e della speculazione, si risolve la combinazione di un pensiero logico lineare e di una forte materialità.

Tra le pieghe del foglio, solo nel momento in cui cade nella materia, l’artista si riappropria dello spazio vissuto e si libera oltre l’immagine, mostrando quello che non può essere rappresentato. La ricerca dell’ordine lascia spazio all’errore e l’errore alla scoperta. È qui che la catena di equivalenze si srotola e ritorna, la figura diventa struttura e la forma scultura, l’astratto si scioglie nello spazio e lo incorpora in una naturale reazione al formalismo puro.

Osservare nello spazio le opere di Federico Grandicelli avvolge in un senso di bilico fra paradossi: da un lato la sua riflessione, fatta forma e figura, si avvale del mezzo fotografico per alludere alla dimensione della scultura ed “evadere dai limiti della fotografia”, dalla sua congenita bidimensionalità, e dall’altro ne prescinde, sviluppando un discorso sul fotografico che si gioca, in senso materiale e speculativo, sulla astrazione e sulla relazione con i dati minimi per dar vita a un’immagine: la carta, l’argento -vivo sembra l’aggettivo più adeguato a descriverlo -, la luce e due elementi solo all’apparenza opposti, l’intervento umano, elemento d’innesco del processo di mutazione, e quello chimico, che questa mutazione cerca di fissare.

Come su una superficie profonda, navighiamo a vista, aspettando il nostro inciampo per cadere un po’ più in là di dove il nostro passo ci avrebbe permesso di giungere.

Leggi il Comunicato stampa

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EQUIVALENZE
Federico Grandicelli
curated by 3/3

opening Saturday March 5, 6:30 pm

Whenever I devote myself to a new process or a new material, I come up against a range of limitations that is different every time: often my work is to push the materials as far as they can go. I believe that interesting things begin to happen, starting from a genuine physical relationship between the images, when we go beyond the limitations of photographic paper and start to have a physical relationship with the material.

Federico Grandicelli

EQUIVALENZE

In Federico Grandicelli’s work, every piece is part of a process, at once a stage and a trace of his ongoing research on the role and nature of the medium.

In the series on display, the photographic medium moves within and beyond its limits, becoming sculpture and totem, study and bi-unique correspondence: visual traces of an experimental act in which photography’s transparency -the presumed direct connection between reality and representation- is simultaneously demonstrated and negated, traversed and unfolded.

The works in the exhibition swing between literal and metaphorical meanings, in constant tension between formalism and action, they elude the stability of abstraction to force us back into the midst of the material development of the process.

The gallery space is transformed into a field of action where a mutation is staged according to a dynamics of equivalences that lack a precise end point, endowed with their own peculiar circularity.

As if in an alchemical world made up of transformations and mutual relations, the transmutation of the elements becomes an exercise in understanding that here feeds off a counter-current movement starting from a visual datum, both ethereal and monolithic, the totems.

These initial elements, the only ones apparently animated by a light of their own, and by colour, lead a more penetrating gaze to ask questions about the generating reality and the resulting image, and about the possibility of a stable relationship, not subject to the mutations of chance, here expressed by the equivalences. These are dyads of images consisting of black and white Polaroids showing photographic paper sculptures exposed by Grandicelli and the paper itself that, unfolded at a later point, seems to present itself as a pure and abstract figure.

These formal solutions are undone by a playful gesture, that makes things at once alive and opaque, eluding any sort of formalism.

Following an inverse procedure to that which leads to the quest for the ethereal substance of the philosopher’s stone, here the flow towards inner growth takes place through a precipitation, a fall. It’s a movement like that of a solid substance separated from its solution, revealing itself in its most visible form, present even within a presumed transparency.

The ideal bi-unique relationship, that which would in theory render idea and object, word and thought, image and reality, signifier and signified perfectly superimposable, is defeated by a spontaneous act, folding the photosensitive paper and giving it the childish form of an aeroplane.

Thoughts become objects, precipitating in a movement of three-dimensional forms, the dynamic studies, which finally unfold in the studies: formal visions, not entirely intentional effects of a practical act that, thanks to this element of incalculability, turn into living matter.

Whilst in the history of Japan, origami -literally folded papers- follow a pattern of folds to recreate real forms, Federico Grandicelli’s intervention takes us back to a spiralling circularity, as in Escher’s Drawing Hands, the act of folding and unfolding the photographed photogram follows and unfolds, through light, the very act of folding and photographing -writing with light.

With reference to language, this time directly to words, we realize how deep the relationship between the fold and knowledge is on a semantic level.
Our language is full of folds among the words. Concepts – but also wings and sails – are unfolded / explicated (as in, to make clear by way of unfolding). Complicate alludes to an excess of folds. By simplifying, we reduce all folds to one. Folds conceal a dark side, where light cannot reach, and refer to connections, relations, intertwining, clustered around their origins in the Greek verb plékô to weave, to interlace.

In the transition from sheet to space, from drawing to sculpture; among the folds of the drawing, between lines and structures, and in the movements of transitions, in the modulation of greys and the visual excitement created between the insistent profundity of black and the highlights; the accumulation of folds on the paper, their superimposition in a flow of compositions, gives rise to mathematical relationships and melodies, intersections of rhythms, tones and volumes.

In the shadows of the darkroom, here both a laboratory and a studio, a place of action and speculation, the combination of a logical and linear thought and a strong materiality is resolved.

Observing Federico Grandicelli’s works in space makes us feel hanging in the balance between paradoxes. On the one hand, his reflections, as form and figure, use the photographic medium to allude to the dimension of sculpture and to “escape the limits of photography”, from its innate two-dimensionality. Yet on the other they exclude it and develop a discourse on the photographic that plays, in a material and speculative sense, on abstraction and on its relations with the minimum value to give life to an image. Paper, silver, light and two elements that are only superficially opposed: human intervention, the element that triggers the process of mutation, and chemistry, which tries to pin down this mutation.

As if on a profound surface, we improvise, waiting to trip and fall just past the place we could have reached with our own steps.

Read Press Release

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Honos Art
Via dei Delfini 35
00186 Roma
Tel. 0631058440
www.honosart.com
info@honosart.com
Orari Martedì-Sabato dalle 10.30 alle 19.30
Per appuntamenti: 348/5828403Tuesday – Saturday from 10.30 to 19.30
Call for Appointments : 348/5828403

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Guardare ° Fare ° Pensare / Masterclass sulla costruzione di un libro fotografico

February 3rd, 2016 by fiore

Guardare – Fare – Pensare

Masterclass in cinque incontri finalizzata alla realizzazione di libri fotografici, a cura di 3/3, Officine Fotografiche, Roma


La Masterclass, finalizzata alla realizzazione di una maquette, si articolerà cinque momenti, in un periodo da febbraio a maggio:

1. uno, articolato in 2 lezioni, dedicato allo studio delle caratteristiche tecniche di un libro, alla strutturazione della linea narrativa, al lavoro finalizzato a un coerente rapporto fra forma e contenuto

2. un intervento di un esperto internazionale del libro fotografico che approfondirà gli aspetti e le strategie fondamentali per lavorare a un libro che trovi la giusta visibilità in premi, concorsi, fiere e abbia al contempo una fattibilità sul piano produttivo

3. un workshop intensivo della durata di un week end, momento pratico e di lavoro e confronto collettivo

4. un incontro dedicato al confronto con i migliori editori indipendenti italiani

5. una fase conclusiva di revisione, riflessione e rielaborazione: dopo un periodo di tempo per lavorare alla propria maquette, durante il quale ci sarà una prima revisione a distanza, si discuterà dell’evoluzione del progetto editoriale, i suoi punti deboli e i suoi punti di forza e le possibili ipotesi di produzione finale.

 

Il corso è limitato a un numero di 8 iscritti.

Durante la masterclass sarà possibile consultare presso Officine Fotografiche una serie di volumi della biblioteca di Little big press. Prima di iscriversi è consigliabile sostenere un colloquio in sede. Per informazioni e appuntamenti contattare la Segreteria di Officine Fotografiche

 Informazioni, costi e calendario delle lezioni a questo link

Officine Fotografiche Roma
via Giuseppe Libetta, 1 - 00154 Roma
tel 06 97274721
of@officinefotografiche.org
officinefotografiche.org

 

 

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Rupture Zone

February 3rd, 2016 by chiara



Rupture Zone
Yanina Boldyreva & Alexander Isaenko
– Photographs
Yanina Boldyreva & Alexander Isaenko – Book design
Self-published

Date of publishing – June 2015
N° of copies – 50
Dimensions – 14,8×21
Binding – Softcover
Paper – White coated

THE BOOK AS A PROJECT

Which are the 5 indispensable pictures for this book?
All the indispensable images in the book are the spreads. We can trace the main narrative in them. From TV propaganda to military service.





BD: What is the framed structure of this book?
The first half of the book has a more generalized plan, while we see more personal forms appear in the second part. Paired images on the spread look like metaphors, and do reinforce each other. We can say that we go from general to the particular in our narration. We talk about changes in society during the war at the beginning, and the second part is the disintegration of personality.





P: How did you choose your book designer?
We are the designers of our own book.





BD: What was your approach to get into the photographic project?
Initially, the book was conceived as a book about the war, but we did not want to do a documentary project, we would like to do more abstract and philosophical essay on the subject, to show the depth and tragedy of what is happening. That’s why we have gone completely from the document, and make our own images using scanography, retake our shots, changing them mechanically, damaging the paper and making collages. In a symbolic field, our work reproduces the influence of war on man, also changing and destroying his personality.





P / BD: How did you develop the work on the book?
We did a book together, in two cities, Novosibirsk (Russia) and Odessa (Ukraine), so each of us did the part of the work. We scanned, cut and reshoot pictures, and then passed ready material to each other by Internet and choose the best. Then searched for a sequence of images, their combination, size, number of large images on the spreads and so on.





THE BOOK AS A STORY

BD: Which narrative slant did you choose for this book and why?
The theme of our book – military conflict between Russia and Ukraine, it is close to us because we live in these countries and observe this process alive.





P: What’s the difference between the book and the photographic project slant?
Initially, we were preparing this project as a book, but all the pictures from it, as well as some others that are not included but also reveal the theme of the project, can be displayed, or used as part of a multimedia project.





THE BOOK AS AN OBJECT

BD: How did you choose the materials and the kind of printing?
We tried several variants and concluded that digital offset printing will be best for our book, because it’s cheap for most small-circulation publications, and we are satisfied with itsquality. We selected pictures for the book, relying solely on their artistic quality and our personal taste, also considering how they reveal our vision of the theme. It was important to strike a balance between core and supporting images, and make the book look natural, not overloaded with collage and scanography techniques.





P: How the materials’ choices are connected to the photographic project?
We made huge number of images, and only a small part were included in the book, It was important for us to make a capacious and simple statement, not to be wordy. Many images were left untouched.







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ALIQUAL // BOOK LAUNCH // POLYCOPIES // PARIS 13 NOV

November 9th, 2015 by fiore

MASSIMO MASTRORILLO, ALIQUAL
BOOK LAUNCH AT POLYCOPIES
with SKINNERBOOX
// Friday November 13, 18 h – presentation and book signing

ALIQUAL, the last book we curated and designed, is ready to embark on POLYCOPIES PARIS, a boat by the river, a coffee shop, a terrace, and 35 photobook publishers from all over the world.

\\ venerdì 13 novembre alle 18.00 – presentazione e book signing

ALIQUAL, l’ultimo libro che abbiamo curato e disegnato, è pronto per imbarcarsi su POLYCOPIES PARIS – una barca sul fiume, una caffetteria e 35 editori da tutto il mondo!

 

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ALIQUAL
Massimo Mastrorillo

Skinnerboox
First edition
November 2015
28×19,7 cm
128 pages
Otabind with buckram book jacket
printed on Garda Gloss Art
design and text 3/3

www.skinnerboox.com

 

 

 

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www.massimomastrorillo.com
www.treterzi.org
www.doitoriginalorrenounce.it

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ANDY ROCCHELLI – STORIES

September 19th, 2015 by chiara

Museo di Roma in Trastevere
1° ottobre – 15 novembre 2015


Ukraina. 2014. Kiev. 18 Febbraio. Scontri di fronte al centro culturale.

Conferenza stampa e preview mostra
29 settembre ore 12.30

Inaugurazione 30 settembre ore 18.00

a cura di Cesura in collaborazione con 3/3

Il lavoro di Andy Rocchelli ci ricorda la forza che ancora racchiude la parola fotogiornalista, in cui un dichiarato approccio giornalistico si coniuga al linguaggio della fotografia per scavare in profondità oltre l’evento, entrando a contatto con le persone e con il loro contesto sociale, seguendo interrogativi che permettono alla cronaca di incarnarsi in storie.

Stories vuole raccontare i molti modi in cui Andy Rocchelli ha inseguito il sostrato vivo della realtà oltre il rapido susseguirsi delle notizie, che sono state spesso il primo filo da cui iniziare a ricostruire una trama più complessa e articolata del mondo che ci è intorno.

The work of Andy Rocchelli reminds the strength that the word photo journalism still holds. A work where an explicit journalistic approach is combined with the language of photography, always digging deeper beyond the simple event, engaging with people in their places and social landscape; a work that is ultimately aimed to vivify reporting with stories.

Stories wants to account the many ways in which Andy Rocchelli pursued the lively underlayer of reality beyond the news, retracing the complex fabric of faces, stories unwritten in the headlines.



Ucraina, villaggio di Dimitrovka, 2014.
Un gruppo di uomini cercano materiale di recupero per rivenderlo.

La mostra, allestita negli spazi espositivi, appena rinnovati, del chiostro seicentesco del Museo di Roma in Trastevere ripercorre due linee guida approfondite da Andy Rocchelli fra il 2009 e il 2014, a partire da alcuni degli eventi che recentemente più hanno segnato il nostro tempo.

The exhibition, set up in the newly renovated areas of fifteen-century clostrum inside Roma in Trastevere’s museum, revisits two main guidelines of Andy Rocchelli’s work between 2009 and 2014, that focused on several most relevant events of that timeframe.



Libia, Brega, 2011.
Un gruppo di ribelli ringraziano Dio per essere sopravvissuti a un violento attacco aereo.

Da un lato la crisi del Mediterraneo che dall’Italia, attraverso al questione dell’immigrazione si allarga fino ai giorni della Primavera Araba e ai movimenti -fisici e ideali- di popoli  che ne sono conseguiti,  dall’altro la questione delle conseguenze della disgregazione dell’Unione Sovietica, dalle rivolte civili nel nord del Caucaso all’identità in costante mutazione della stessa Russia, espressa nei ritratti di Russian Interiors e nell’indagine delle molteplici sfaccettature delle sue orbite d’influenza, fino agli ultimi eventi che dalle prime manifestazioni al Maidan di Kiev hanno portato allo stallo politico ucraino e alle sue tragiche conseguenze.

On one side the Mediterranean crisis – from Italy’s immigration issue to the Arab Spring at large and the consequent movement of peoples and ideals. On the other the theme that most occupied his efforts: the consequences of URSS’disgregation – from civil insurgences in north Caucasus to the ever-renewing identity of Russia itself, conveyed through the portraits of Russian Interiors, to the more recent events of riots in Kiev’s Maidan, that ultimately led to Ukraina’s political stand-off and its tragic consequences.



Ucraina, Sloviansk, quartiere di Cherevkovka. Una famiglia cerca
rifugio dai bombardamenti in cantina.

Il lavoro di Andy attraversa la superficie dei fatti con una profonda attenzione alla dimensione umana, soffermandosi su problemi che hanno a che fare con questioni sociali, culturali, politiche, esistenziali e sulle loro implicazioni, senza mai smettere di interrogarsi sul linguaggio fotografico, sulla questione della rappresentazione, sulle nuove aperture a un più complesso rapportarsi ad altri media, prima di tutto il video e il formato della carta stampata.

La sua ricerca non ha mai smesso di mettere in questione la dimensione stessa dell’essere fotografi, trovando in Cesura, il collettivo nato nel 2008 di cui è stato socio fondatore, un fertile terreno di confronto.

I progetti fotografici in mostra tratteggiano le linee più forti e profondamente definite di un percorso spesso senza filtri, diretto, a tratti quasi violento nel presentare immagini senza troppe mediazioni o artifici visivi.

Andy’s work constituted a way of fact-reporting tirelessly dedicated to the human factor, focused on all the implications of social, cultural, political and existencial issues – while, at the same time, never ceasing to reflect over the language of photography, the matter of representation at large, and the relation with other media, specifically between video and press.

His research, also, never ceased to question the very definition of being a photographer, finding in Cesura (a photographers’s unit estabilished in 2008 which Andy co-founded) a fertile ground of debate.

The photographic projects in display outline the strongest and most definite traits of a visual path that is often unfiltered, direct, at times almost violent in its force, showcasing images not instructed by agendas about the public and its subsequent reception.


Dalla serie “Russian Interiors”. Russia dal 2010 al 2013.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Cesura in collaborazione con 3/3. Con il patrocinio e il supporto dell’Ambasciata di Svizzera in Italia e di SpazioReale Monte Carasso, Cantone del Ticino.

The exhibit is promoted by the Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, edited by Cesura in partnership with 3/3, sponsored by the Swiss Embassy and by SpazioReale, Monte Carasso, Cantone del Ticino.

Qui il comunicato stampa (word) (pdf)
Here the press release (word) (pdf)

Immagini comunicazione/images

Per richiedere le immagini in alta / For high-res images: info@treterzi.org

Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1B

Orari
Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00;
la biglietteria chiude alle ore 19.00; chiuso lunedì

Biglietti
Non residenti: intero € 8,50; ridotto € 7,50.
Residenti: intero € 7,50; ridotto € 6,50.
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9–21)
www.museodiromaintrastevere.it;
www.museiincomune.it;
www.zetema.it;
www.060608.it

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LBP –> THE BOOK’S SPACE

September 18th, 2015 by chiara

Here are -finally!- the finalists + 1 special guest:

A Drop in the Ocean – Sergio Romagnoli, photos Sergio Romagnoli, Milo Montelli, book design Milo Montelli, Alessandro Calabrese, Editions du Lic, 2014

Fractal State of Being, photos/book design Sara Skorgan Teigen, Journal, 2014

Immerse, photos Daisuke Yokota, book design Valentina Abenavoli, Akina books, 2015

Oasis Hotel, photos Nicoló Degiorgis, book design Nicoló Degiorgis, Walter Hutton, Rorhof, 2014

Ramya, photos Petra Stavast, book design Hans Gremmen, Roma publications+FW: books, 2014

The Winners, photos Rafal Milach, book design Rafal Milach, Ania Nalecka, GOST, 2014

US’ Episode 1: Our Industry, photos Christopher J. Everard, book design Rob van Hoesel, Interlife+The Eriskay Connection, 2014

III, photos/book design Robin Maddock, Trolley books, 2011

And the 20 books also on show:

After a while, photos Natalia Baluta, book design Julia Borissova, self-published, 2014

Die Mauer ist Weg!, photos Mark Power, book design Ania Nalecka/Tapir Book Design, Globtik Books, 2014

DOM (Document Object Model), photos/book design Julia Borissova, self-published, 2014

Dreaming Leone, photos Alvaro Deprit, book design Michela Palermo, self-published, 2014

Estranger, photos Yorgos Karailias, book design Maria Polan e Yorgos Karailias, Keher Verlag, 2015

Ext-Int, photos Raimond Wouda, book design Robin Uleman, FW:books, 2015

Ibidem, photos Giovanni Del Brenna, book design Heijdens Karwei, self-published, 2014

Il dono e la minaccia, photos Federico Covre, book design Zaven (Enrica Cavarzan+Marco Zavagno), Documentary Platform Editions, 2014

In the shadow of the Pyramids/The People, photos Laura El-Tantawy, book design SYB, self-published, 2015

Landscape of Pressure, photos Kathrin Golda-Pongratz, book design Ignasi López, self-published, 2014

L’Aquila e La Rana, photos Luca Massaro, book design Samuele Pellecchia e Alice ZaniLibiriDiSam Edizioni, 2014

La plume plongea la tête, photos/book design Sara Palmieri, self-published, 2015

MAA, photos Indra Kumar Jha (aka Nate), book design Federico Carpani, self-published, 2015

Myopia, photos Hillie de Rooij, book design Rob vaan Hoesel, The Eriskay Connection, 2015

Paesaggi, photos Alessandro Dandini de Sylva, book design Filippo Nostri, self-published, 2015

Presentiment, photos Yulia Krivich, book design Ania Nalecka, Fundacja Sztuk Wizualnych, Kraków, 2015

Taking Off: Henry my Neighbour, photos found by Mariken Wessels, book design Mariken Wessels, Jurgen Maelfeyt, APE, 2015

There’s Nothing Wrong with That, photos Reka Szent-Ivanyi, book design di Virag Bogyo, self-published, 2014

This Equals That, photos Jason Fulford, book design Jason Fulford, Tamara Shopsin, Aperture, 2014

You See – A Journey to Los Angeles and California, photos Christopher Anhalt, book design Stefan Kaetz, Homeparkpress, 2014

Interviews by these books authors + more will be soon on-line on our blog and FotoGrafia web-site.
Keep following us!

FotoGrafia opening is on October 8th,
Check their web-site and save the date!

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ALIQUAL, Leica Galerie, Milano

September 10th, 2015 by fiore

ALIQUAL
Massimo Mastrorillo

Martedì 15 settembre 2015 h: 18.30, Leica Galerie

Inaugurazione della mostra
+ presentazione e lancio della campagna di crowdfunding del libro
- a cura di 3/3

Aliqual è un progetto che Massimo Mastrorillo ha iniziato a sviluppare dopo essere tornato a L’Aquila per circa 6 anni, passando dalla documentazione del post-terremoto, avvenuto nel 2009, a una ricerca visiva che si sofferma su una zona d’ombra, dove un mondo ora inabitabile sembra riprendere vita.
Aliqualaliqualaliqualaliqualaliqualaliqual: Il ribaltamento del senso stesso della realtà viene espresso fin dal titolo in cui le lettere si mescolano e si confondono in una specie di gioco combinatorio che apre le porte di una città animata da una visione lontana e alienata, moderna versione dei viaggi morali di Gulliver.
Lasciandosi alle spalle l’arcipelago delle nuove periferie costruite dopo il sisma, Massimo Mastrorillo ritorna nel centro della città, ma questo avvicinarsi lo porta all’interno una dinamica centrifuga:frammenti e rovine sembrano prender vita, come in un improbabile futuro distopico che si fa metafora di una crisi di più ampia portata, oltre gli effetti di un evento –il terremoto- ancora lontano dall’essere superato.

Scarica il comunicato stampa dell’evento

La mostra segnerà l’inizio della campagna di crowdfundig su EPPELA finalizzata alla pubblicazione del libro, in uscita per SKINNERBOOX

Sfoglia il libro su Vimeo

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ALIQUAL
Massimo Mastrorillo

Tuesday, September 15, 2015, 18.30

Opening of the exhibition
and Launch of the ALIQUAL photobook crowdfunding campaign
- curated by 3/3

Aliqual is a project that Massimo Mastrorillo started to develop after having returned to L’Aquila for about six years, making the transition from the documentation of the aftermath of the 2009 earthquake to a visual exploration focusing on a shadowy area, where a currently uninhabitable world seems to be coming back to life.
Aliqualaliqualaliqualaliqualaliqualaliqual: This overturning of the very meaning of reality is expressed in the title itself, whose letters mingle and are muddled in a sort of game of combinations that opens the doors of a city animated by a distant and alienated vision, a modern version of Gulliver’s moral travels.
Leaving behind the archipelago of the new suburbs built following the earthquake, Massimo Mastrorillo returns to the city centre, but this closing in draws him into a centrifugal dynamic: fragments and ruins seem to come to life in an improbable dystopian future that becomes the metaphor of a much further-reaching crisis, beyond the effects of an event – the earthquake – that is still far from being overcome.

The opening  will be the occasion to launch the ALIQUAL  crowdfundig campaign on EPPELA.
ALIQUAL photobook is going to be published soon by SKINNERBOOX.

Take a look at the book preview on vimeo

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Leica Galerie
Via Giuseppe Mengoni, 4
Milano

www.leica-camera.com
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www.doitoriginalorrenunce.it
www.treterzi.org

 

 

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LITTLE BIG PRESS NEW CALL FOR ENTRIES

July 14th, 2015 by chiara

 APPLICATION DEADLINE NOW UPDATED TO
SEPTEMBER 7th!

Little big press >  The book’s space
Imagine a book as a project, as a story, as an object
Curated by 3/3

FotoGrafia – festival internazionale di Roma, 2015
Call for entries

3 ingredients:

1 photobook

1 photographer

1 book designer

5 questions

The book as a project

1 F: Which are the 5 indispensable pictures for this book?

BD: What is the framed structure of this book?

2 F: How did you choose your book designer?

BD: What was your approach to get into the photographic project?

3  F / BD: How did you develop the work on the book?

The book as a story

4  BD: Which narrative slant did you choose for this book and why?

F: What’s the difference between the book and the photographic project slant?

The book as an object

5  BD: How did you choose the materials and the kind of printing?

F: How the materials’ choices are connected to the photographic project?

7 selected works

On the occasion of FotoGrafia 2015, “The Present”, Little big press* focuses on
7 books published between 2014 and 2015 investigating their peculiarities through an exhibition both in horizonal and vertical plane, engaging in a dialogue both the photographic project and the book object, the designer’s and the photographer’s work.

The setting up will be integrated with brief interviews with photographers and designers and enriched by the presence of the book itself, of elements such as inserts, covers, the first dummies realized or materials that inspired the different stages of the book project and making.

Download here the application form!

There’s time to participate up to September 1st.

20 book among the most interesting proposed will be on show beside the 7 selected books.

The books will become part of Little big press library, available for consultation and used in future exhibitions.

 

 

*Little big press is a project started in 2010: a series of exhibitions, a travelling library and  bookshop devoted to self- and indipendent photobooks. The first exhibitions tooks stock of the most interesting publications both in Italy and abroad, and contributed spreading in Italy the photobook culture and events where photobooks were conceived as art objects. Little big press then deepened the research through setting up strategies the aim of which was to underline the peculiarities of the book form, the publishers and book designers role, the questions connected on the one hand to the layout and materials and on the other to the photographic project narrative dimension.

write us at info@treterzi.org

**For those who prefer Italian, click here!

 

 

 

 

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